Ex direttore del Pentagono: “Il Governo USA ha frammenti UFO”
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Ex direttore del Pentagono: “Il Governo USA ha frammenti UFO”

Sulla base della tua esperienza decennale, credi che il Governo degli Stati Uniti abbia i detriti di un UFO in suo possesso proprio ora?” “Credo di sì”. A fare la domanda che ogni appassionato di ufologia sogna di fare è stato il conduttore del programma  “Tucker Carlson Tonight” di Fox News. A rispondere come nessun agente dell’Intelligence statunitense ha mai fatto è stato Luis Elizondo, ex direttore del programma del Pentagono per studiare le potenziali minacce aerospaziali, l’AATIP. La trasmissione è andata in onda venerdì 31 maggio e dimostra come davvero qualcosa sta cambiando– e molto velocemente- nel modo in cui Washington si sta relazionando all’argomento-tabù UFO.

Da mesi, gli oggetti volanti non identificati sono tornati alla ribalta, nel dibattito giornalistico, grazie ad iniziative, inchieste e articoli che hanno rivelato uno scenario sorprendente. Punto di partenza, lo scoop con il quale nel dicembre 2017 il New York Times ha rivelato l’esistenza, per anni, di quel programma segreto condotto dal Pentagono con fondi segreti. A corredo della notizia, sono stati diffusi i video (ufficiali e originali) ripresi dai caccia militari lanciati all’inseguimento di strani velivoli tondeggianti, dalle prestazioni incredibili, senza ali, senza motori e senza gas di scarico

Poi, qualche settimana fa, il sito online del magazine Politico ha rivelato l’esistenza di una linea-guida, impartita ai piloti della US Navy, per segnalare la presenza di  aerei sconosciuti, “un importante passo avanti nel creare un procedimento formale e condiviso allo scopo di raccogliere ed analizzare gli avvistamenti inspiegabili– ed eliminare lo stigma che li circonda”, scriveva la rivista. Infine, nei giorni scorsi, un’altra inchiesta del principale quotidiano di New York ha spiegato il perché di questo dichiarato interesse per i velivoli sconosciuti: perché i piloti della Marina USA se li trovano di fronte molto più  spesso di quanto non vorrebbero.

Addirittura, nel periodo tra l’estate 2014 e la primavera 2015, praticamente ogni giorno. I top-gun che hanno accettato di parlare con i reporter del NYT hanno raccontato il loro stupore davanti a quegli oggetti bizzarri capaci di raggiungere velocità ipersoniche e notevoli altezze in pochi istanti, così come di apparire praticamente immobili, sospesi a mezz’aria o in grado di volare ininterrottamente per 12 ore di fila -“11 ore di troppo rispetto a quello che ci saremmo aspettati”, ha detto il tenente pilota Ryan Graves. Nessuno del Ministero della Difesa o degli stessi avieri ha affermato che si tratti di mezzi volanti provenienti da altre galassie, ovviamente, e la parola da decenni oggetto di scherno e disprezzo, UFO, non viene usata. Ma poco cambia, perché gli altri termini usati- velivoli sconosciuti o fenomeni aerei non identificati- sono dei sinonimi.

Ora, l’intervista ad Elizondo  (la si può vedere al link https://www.youtube.com/watch?v=3Q5dbHj70i4&feature=youtu.be.) apre uno scenario ulteriore. Presentato da Tucker Carlson come “ex ufficiale dell’intelligence militare e agente speciale in carica“, l’ex direttore dell’AATIP ha discusso di questo nuovo approccio dimostrato dal mondo militare nei confronti degli avvistamenti UFO: non più “roba da svitati”, come venivano considerati prima, ma una questione quasi di routine che non può più essere elusa o negata. Dopo aver presentato il nuovo documentario di History Channel sull’argomento, “Unidentified: Inside America’s UFO Investigation”, realizzato con To The Stars Academy, la public company che Elizondo ha creato insieme a Tom DeLonge, il conduttore è partito con l’intervista.

Un’intervista, questa, che ha acceso l’entusiasmo dei ricercatori alternativi di mezzo mondo. Anche quelli di casa nostra. Il sito del Centro Ufologico Nazionale ha postato la notizia, allegato la traduzione (a cura di Paolo Guizzardi) e diffuso un comunicato stampa. Il presidente onorario del CUN, Vladimiro Bibolotti,  sottolinea l’importanza di quell’ammissione strappata in diretta tv, ma ricorda anche che Luis Elizondo aveva già praticamente riconosciuto l’esistenza di quel materiale di natura esotica in un’altra circostanza, ovvero durante la sua partecipazione al Convegno Internazionale di Ufologia che si è tenuto a Roma lo scorso ottobre.

In quella sede, l’ex direttore del progetto AATIP ha infatti commentato le immagini relative a materiale in possesso di To The Stars Academy (quindi, non di proprietà del Governo) e già sottoposto ad analisi. Qualcosa- ha annunciato- mai mostrato prima in pubblico. Alcuni di quei frammenti sono risultati interessanti a livello atomico:”Quando ci si imbatte in un materiale che  presenta alti livelli di iridio o rapporti isotopici che non sono naturalmente presenti su questo pianeta, bisogna chiedersi il perché. Talvolta, si tratta di materiali multistrato che non dovrebbero trovarsi insieme e sono precisamente ingegnerizzati. Inoltre, in alcuni casi non siamo ancora in grado di riprodurli con la nostra tecnologia.” Insomma, apparentemente, materiali sconosciuti.

Per Bibolotti, l’ipotesi che gli UFO siano velivoli segreti di una qualche superpotenza va esclusa. “Le nuove armi sperimentali non vengono testate in laboratorio,  ma nei teatri operativi e nei conflitti locali”, dice infatti. “Ecco che cade l’ipotesi terrestre, perché quei velivoli dimostrano capacità tecnologiche tali da sovvertire o cambiare qualsiasi scenario militare e geopolitico.  Usando allora il rasoio di Occam, il fatto che queste armi- la cui esistenza è stata osservata e testimoniata da più di 70 anni- non siano mai state utilizzate in scenari di guerra dimostrebbe che nessuna Nazione della Terra è in grado di disporre di tali strumenti. Ed è quanto ha  affermato già a Roma Luis Elizondo.

VLADIMIRO BIBOLOTTI TRA TOM DELONGE (a sinistra) E LUIS ELIZONDO

VLADIMIRO BIBOLOTTI TRA TOM DELONGE (a sinistra) E LUIS ELIZONDO

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L’unica spiegazione logica e che rimane plausibile è allora la natura “non terrestre”,  come dice l‘amico Elizondo. Adesso bisogna prendere atto di tale fenomeno e studiarlo seriamente. Non è un caso che lo scienziato della NASA Silvano P. Colombano inviti i ricercatori del SETI ad una maggiore flessibilità, a mostrare disponibilità ad estendere le possibilità in merito alla natura dello spazio-tempo e dell’energia e a considerare il fenomeno UFO degno di studio, producendo anche un protocollo per trovare tracce di tecnologie extraterrestri sul nostro pianeta e nel nostro sistema solare. Ed proprio in  seguito a questi eventi che si sono susseguiti in rapida successione”, conclude il presidente onorario del CUN  “ho coniato il termine ‘cambio di Paradigma‘.”

fonte extramente.it

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